Circolo del cinema di Bellinzona

casella postale 1202

CH-6500 Bellinzona

12 SETTEMBRE 2016 -

20 MAGGIO 2017

ROBERTO ROSSELLINI

1945–1959

 

ROMA CITTÀ APERTA

Italia 1945

Sceneggiatura: Sergio Amidei, Federico Fellini, Roberto Rossellini, da un soggetto di Sergio Amidei e Alberto Consiglio; fotografia: Ubaldo Arata; montaggio: Eraldo da Roma; scenografia: Renzo Megna; musica: Renzo Rossellini;
interpreti: Anna Magnani, Aldo Fabrizi, Marcello Pagliero, Maria Michi, Harry Feist, Francesco Grandjacquet, Giovanna Galletti, Vito Annicchiarico, Nando Bruno…;
produzione: F. De Martino per Excelsa Film.

Bianco e nero, v.o. italiana, st. f, 98’

Nella Roma occupata dai nazisti si intrecciano le vicende umane e politiche di alcune persone: la popolana Pina (Magnani) sarà uccisa mentre tenta di raggiungere il camion sul quale il suo uomo (Grandjacquet), un tipografo impegnato nella Resistenza, sta per essere deportato; l’ingegnere comunista Manfredi (Pagliero), arrestato in seguito alle soffiate della sua ex amante (Michi), morirà per le torture; don Pietro (Fabrizi), il parroco del quartiere che protegge e aiuta i partigiani, sarà fucilato sotto gli occhi dei bambini della parrocchia, tra cui il figlioletto (Annicchiarico) – ormai orfano – di Pina, che aveva già assistito alla morte della madre.


Ispirato alla vicenda reale di don Luigi Morosini, è il capolavoro e il film simbolo del neorealismo, realizzato subito dopo la liberazione della capitale in condizioni precarie (Rossellini usò pellicola scaduta e set di fortuna). Accolto con freddezza in Italia (soprattutto per un’errata interpretazione delle “concessioni” di Rossellini al melodramma popolare), ebbe un immediato successo all’estero, vincendo il Festival di Cannes nel 1946 (tra i tanti estimatori del film, Otto Preminger: “La storia del cinema si divide in due ere: una prima e una dopo Roma città aperta”). Commovente ancora a distanza di anni, il film reagisce con il suo stile semplice e diretto alla retorica di tanti anni di fascismo e oppone “a una tradizionale ipocrisia la sincerità e il desiderio di mettere gli uomini al cospetto della realtà così com’ è” [Fofi]. Memorabili le interpretazioni della Magnani e di Fabrizi. È entrata nella storia del cinema la scena della morte di Pina. Tra gli aiuti operatore di ripresa ci sono Carlo Di Palma e Gianni Di Venanzo. Marcello Pagliero, indimenticabile Manfredi, è il futuro regista di Roma città libera (La notte porta consiglio), 1948.
(Il Mereghetti. Dizionario dei film 2014, Milano, Baldini&Castoldi, 2013)

In collaborazione con

  1. Cinémathèque suisse, Lausanne

Per l’ottenimento delle copie si ringrazia:

  1. Per le copie restaurate in DCP e per i diritti sui film, si ringrazia sentitamente la Cinémathèque suisse di Losanna.