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Circolo del Cinema Bellinzona

UN PO' DI CINEMA SVIZZERO

23 marzo - 12 maggio 2026

UN PO' DI CINEMA SVIZZERO - immagine


Quattro film di finzione, di cui i due ipernominati per il Premio del cinema svizzero 2026 (À bras-le-corps di Marie-Elsa Sgualdo e Bagger Drama di Piet Baumgartner); nove documentari, di cui due nominati (Blame di Christian Frei e Qui vit encore di Nicolas Wadimoff, che ha vinto anche il Prix de Soleure) e ben cinque ticinesi: questo il succulento piatto che i cineclub della Svizzera italiana offrono quest’anno al pubblico nella loro ormai irrinunciabile rassegna dedicata al cinema nazionale recente, selezione del meglio che si è potuto vedere in gennaio alle 61esime Giornate di Soletta.

La scelta è forzatamente personale e limitata, sia perché in un festival non si può vedere tutto, sia perché le nostre date impediscono di allargarla ad altri film meritevoli, ma crediamo che possa essere sufficientemente rappresentativa della qualità del cinema svizzero, ormai riconosciuta anche fuori dai nostri confini. Incoraggiante è il fatto che, accanto a film di registi dalla fama collaudata (Christian Frei, Nicolas Wadimoff, Thomas Imbach e anche l’italiano Leonardo Di Costanzo, i cui ultimi film sono coprodotti dalla nostra Amka Films e dalla RSI), ce ne siano altri alle loro prime prove nel lungometraggio, come i già citati Piet Baumgartner e Marie-Elsa Sgualdo, quest’ultima sbarcata e premiata alla Mostra di Venezia.

La novità di questa edizione di “Un po’ di cinema svizzero” è senz’altro la forte presenza di film ticinesi, che abbiamo voluto inserire non solo perché a Soletta hanno avuto un grande successo di pubblico (Becaària di Erik Bernasconi, qui non presente perché avrà la sua meritata uscita nelle sale, ha addirittura vinto il Prix du public!), ma anche perché sono il segnale di una crescente vitalità creativa nella nostra piccola realtà.

Che cosa accomuna i film presenti in questa edizione di “Un po’ di cinema svizzero”, che apparentemente trattano temi molto diversi? Per rispondere può essere utile ricordare le polemiche sorte dopo le dichiarazioni di Wim Wenders all’ultima Berlinale, secondo cui il cinema deve stare lontano dalla politica. Parole inaccettabili perché volevano giustificare la decisione del festival di non denunciare i crimini di Israele contro i palestinesi. Ma poi, più in generale, anche mal interpretate, perché il regista tedesco non intendeva certo dire che i film non debbano occuparsi dei problemi che affliggono il mondo, ma solo rivendicare un approccio diverso, un linguaggio che non è quello della propaganda, tipico della politica, ma quello dell’empatia.

Il cinema è sempre politico, se con questo si intende che deve gettare uno sguardo sulla realtà di cui la politica è incapace, uno sguardo in grado di avvicinarci alle persone, alle loro sofferenze e alle loro speranze. Il cinema non può cambiare il mondo, ma può certamente contribuire a darci percezioni più profonde delle vicende umane solitamente escluse dal linguaggio «freddo» delle notizie e delle dichiarazioni dei politici. In questo senso il cinema, quando non si riduce a puro intrattenimento, ed è il caso di tutti i film presenti in questa rassegna, può senz’altro aiutarci ad una miglior consapevolezza del nostro essere nel mondo, sia che mostri l’esempio virtuoso di un’architettura sostenibile (Barbara Buser – Pionierin der Nachhaltigkeit) sia che affronti la tragedia di Gaza (Qui vit encore di Nicolas Wadimoff) o il ruolo della scienza minacciato da teorie oscurantistiche (Blame di Christian Frei) sia che metta a nudo i nostri conflitti interiori irrisolti (Nacktgeld di Thomas Imbach o Il fantasma che è in me di Michael Beltrami).

Ogni spettatore potrà farsi le proprie opinioni in merito. Buone visioni!

Michele Dell'Ambrogio,
Circolo del cinema Bellinzona



FILM DI FINZIONE
À BRAS-LE-CORPS

BAGGER DRAMA

ELISA

NACKTGELD / THE EXPOSURE


DOCUMENTARI
BARBARA BUSER – PIONIERIN DER NACHHALTIGKEIT

BLAME

GIRLS & GODS

I FISICI

IL CANTO DEL RESPIRO

IL FANTASMA CHE È IN ME

MEMORIE DI UN MEDICO DI MONTAGNA

MOTHER YAMUNA

QUI VIT ENCORE


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Ultimo aggiornamento: 8 marzo 2026

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