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26 settembre 2025

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Martedì 30 settembre inizia anche a Bellinzona (cinema Forum, 20.30) l’importante rassegna dedicata a Mario Martone, il regista napoletano di cui dal 2 ottobre si potrà vedere nelle sale ticinesi il suo ultimo film Fuori, con Valeria Golino nei panni di Gloria Sapienza, presentato quest’anno in concorso al Festival di Cannes.

Martone arriva al cinema dopo una lunga esperienza teatrale iniziata sul finire degli anni Settanta e a tutt’oggi mai abbandonata. Dopo aver fondato nel 1979 il gruppo Falso Movimento, con cui ha messo in scena diversi spettacoli in Europa e negli Stati Uniti, si afferma definitivamente nel 1987 con il laboratorio di Teatri Uniti, che lo vede collaborare con gli attori e amici Carlo Cecchi, Toni Servillo, Antonio Neiwiller, Anna Bonaiuto e molti altri. È lì che nasce quell’«officina» creativa che vuole essere un crocevia di relazioni tra teatro, cinema e altre arti, di scambi continui, umani e professionali, tra personalità artistiche diverse per età, esperienze e provenienza.

È lì che matura l’idea del suo primo lungometraggio, che aprirà la rassegna a Bellinzona martedì 30, Morte di un matematico napoletano (1992), uno dei più folgoranti esordi nel cinema italiano, che si concentra sugli ultimi giorni di vita di Renato Caccioppoli, genio sregolato, nipote di Bakunin e simpatizzante comunista, che si tolse la vita senza un motivo apparente nel 1959. Straordinario interprete è Carlo Cecchi, affiancato da Toni Servillo, Anna Bonaiuto, Renato Carpentieri, Licia Maglietta, Antonio Neiwiller, Andrea Renzi... insomma tutti gli amici dei Teatri Uniti.

La rassegna prosegue sabato 4 ottobre con il suo secondo film, L’Amore molesto (1995), tratto dal romanzo omonimo di Elena Ferrante e interpretato da Anna Bonaiuto, e continuerà con le sue produzioni più recenti, a partire da Il giovane favoloso (2014) sulla vita di Giacomo Leopardi per concludersi a fine mese con il commosso ricordo di Massimo Troisi Laggiù qualcuno mi ama (2023).

Se Napoli è sempre presente nei film di Martone, non come semplice sfondo ma spesso come protagonista fra i protagonisti, l’intenzione è però quella di assumerla come paradigma per una comprensione del mondo e dell’essere umano, interrogando il passato per illuminare il presente.

La rassegna vuole essere anche un omaggio al «nostro» Renato Berta, direttore della fotografia per ben quattro film di Martone, due dei quali presenti nel nostro programma (Il giovane favoloso e Qui rido io).

Una pausa è poi prevista per il Festival «Sconfinare» (10-12 ottobre), a conclusione del quale sarà proiettato in Piazza del Sole, con la nostra collaborazione, il film Suburra di Stefano Sollima (2015), dal romanzo omonimo di Giancarlo De Cataldo (presente al Festival) e Carlo Bonini.

Vi aspettiamo numerosi. Buone visioni!









































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