INGMAR BERGMAN
parte seconda: Gli anni sessanta
CIRCOLO DEL CINEMA DI BELLINZONA
settembre 06 - maggio 07

PERSONA
id., Svezia  1966

 

  • Sceneggiatura: Ingmar Bergman; fotografia: Sven Nykvist; montaggio: Ulla Ryghe; musica: Lars Johan Werle; interpreti: Bibi Andersson, Liv Ullmann, Margaretha Krook, Gunnar Björnstrand, Jörgen Lindström; produzione: Lars-Owe Carlberg per Svensk Filmindustri.
  • 35mm, bianco e nero, v.o. st. f/t, 84’

 

Lo strano rapporto tra un’attrice divenuta afasica (Ullmann) e la loquace infermiera che si prende cura di lei (Andersson).

Dramma esistenziale sui temi del doppio e della maschera, scritto da Bergman durante un ricovero ospedaliero. Due donne escono dai ruoli cha hanno ricoperto fino a quel momento, chi nell’arte, chi nella vita, e si specchiano l’una nell’altra, fino ad arrivare alla perdita completa di sé. Anche il cinema sembra autoinfliggersi il silenzio (all’inizio la pellicola prende fuoco e si accartoccia su se stessa), mentre la televisione parla inviando messaggi di morte (le cronache dal Vietnam, i bonzi che bruciano vivi). Un film sconvolgente, ma anche uno dei più datati di Bergman. Le due interpreti fanno a gara nell’esprimere l’inesprimibile e tagliano insieme il traguardo. La fotografia, come sempre, è di Sven Nykvist.

I film che amo… In un certo senso sí, tra i miei film ce ne sono alcuni che amo molto. E Persona è uno di questi. (1)