Circolo del cinema di Bellinzona

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CH-6500 Bellinzona

10 GENNAIO -

3 FEBBRAIO 2017

GENE TIERNEY
LA DIVA FRAGILE - in sette film (1943–1950)

 

LEAVE HER TO HEAVEN
FEMMINA FOLLE

John M. Stahl, 1945

Sceneggiatura: Jo Swerling, dal romanzo omonimo di Ben Ames Williams; fotografia: Leon Shamroy; montaggio: James B. Clark; scenografia: Lyle Wheeler, Maurice Ransford; musica: Alfred Newman.
Interpreti: Gene Tierney, Cornel Wilde, Jeanne Crain, Vincent Price, Ray Collins, Mary Philips…
Produzione: William A. Bacher per Twenty Century Fox.

Colore, v.o. inglese, st. it., 110'

Una donna bellissima e passionale (Tierney) coltiva una gelosia morbosa nei confronti del marito (Wilde) e non si ferma davanti a niente pur di averlo tutto per sé: annega il cognato handicappato, si precipita dalle scale per uccidere il bambino che aspetta e, quando scopre di aver perso l'amore del coniuge, arriva ad avvelenarsi per dare la colpa alla donna di cui è gelosa.

Uno dei melodrammi più neri e tragici di Stahl, che utilizza al meglio l'ambigua bellezza della Tierney per scandagliare le contraddizioni di una felicità cercata con tale foga da diventare impossibile. Sceneggiato da Joe Swerling a partire dal romanzo di Ben Ames Williams, il film coinvolge lo spettatore in "una atmosfera sempre più avvelenata dove l'ossessione amorosa si mescola al crimine" [Lourcelles] anche per merito della fiammeggiante fotografia di Leon Shamroy (premiato con l'Oscar). Indimenticabile la cavalcata della protagonista che disperde al vento le ceneri del padre e la scena in cui si lancia dalle scale.


Ellen è una machiavellica dark lady, afflitta da patologica gelosia in un thriller il cui violento, pastoso Technicolor, che anticipa quello a venire dei mélo sirkiani, restituisce per contrasto tutta la glaciale freddezza che il volto di Gene Tierney sa esprimere a ogni suo atto di violenza. Qui la sua è una presenza tanto attraente in superficie quanto sinistra in profondità, che di volta in volta appare come uno squalo (quando emerge all'improvviso da sotto l'acqua della piscina) o come una statua (nella scena in cui corre a cavallo disperdendo le ceneri del padre: con la postura dritta, e la durezza dei tratti del viso, sembra il monumento equestre di una malevola dea pagana).(…) Un personaggio letale per gli altri quanto, in ultima analisi, pateticamente autodistruttivo.
(Arturo Invernici, in "Cineforum", 555, giugno 2016)


Schede sui film (sinossi e giudizio critico) da Il Mereghetti. Dizionario dei film 2014, Milano, Baldini & Castoldi, 2013.

In collaborazione con:

  1. Cinémathèque suisse, Lausanne

  2. Lab80, Bergamo

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